Valeria Saracco | torino
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Dal 24 al 27 Febbraio 2016 si è tenuto a Torino, il primo Festival del Giornalismo Alimentare. Una tre giorni interamente dedicata alla comunicazione relativa al Food e che ha avuto come sede il complesso della Cavallerizza, sede della nuova Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino. L’evento ha avuto come sponsor Lavazza, Camst, Coop, Escp Europe e Smat e il supporto formativo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e l’intervento di Slow Food.
Tutto nasce dal Food Policy Pact al quale oltre 40 città del mondo hanno lavorato per rendere il sistema alimentare delle loro aree urbane più equo e sostenibile. L’intenzione è quella di costituire una rete di scambio di idee, buone pratiche sul cibo da tradurre in azioni concrete.
Non fermarsi mai alla forma. A dire il vero non sapevo dell'esistenza di questo posto tutto torinese in via Garibaldi, forse non mi avessero invitato, non avrei avuto nemmeno la curiosità di fermarmi, invece chiedo venia e mi devo ricredere. Quando si va oltre l'insegna, che in questo caso non ha catturato nessuna delle mie corde, un po' perché se posso evito la pasta, quando non è un'occasione speciale, un po' perché era troppo importante per il mio stile sabaudo.
Qualcosa che non puoi contenere, fatto di eccessi e passione. Questa è la descrizione della personalità che più calza a pennello dello chef che sto per descrivervi. Standogli vicino per motivi lavorativi, ho avuto l'occasione di seguirlo, ho imparato a conoscerlo, comprendere i momenti di silenzio e di euforia.
Un eufemismo è dire che i torinesi non siano appassionati di gelato. E' un ingrediente fondamentale per la loro alimentazione ed è nel loro DNA. Nonostante il mio  girovagare forse è una delle città in cui il gelato è in assoluto più buono  d'Italia e non solo. Per cui se si porta il Festival del Gelato qui da noi, non può che funzionare.
"Fui pronto a tutte le partenze anche quando un viaggio non era altro che la via di un non ritorno...un cofano di automobile o una vela, rapita ad un viaggio inammissibile. Verso Itaca, domando, e l'arresa alla grande illusione o è la ballata più struggente della vita impossibile?"
 Tratto da  Mole24 Il nostro giro a Vanchiglia inizia alla scoperta di vecchi e nuovi posti dove godere di una buona cucina e di buone sollecitazioni. Uno dei luoghi che amo di più e che vi consiglio senza riserve si trova in via Santa Giulia 24 e non è un posto nuovo, ma aperto fin dal 1950 e il suo nome è il nome di chi l’ha aperto e ha dedicato una vita.
"E' magia che il baccalà morto stecchito diventi materia che ha creato il proprio paesaggio di salsa bianca e cremosa come un latte fondamentale e solido. Due corpi che mangiano insieme il baccalà al pil pil dalla stessa pentola diventano per forza vasi comunicanti perchè tra essi prende il sopravvento la comunicazione della materia-linguaggio, il pil pil, lingua, fatti, cose che si ascoltano dallo stesso centro  dell'esperienza condivisa. Così parlo Zarathustra. Ma io mi limito a dire che questo è il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire, il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non è necessario, ma navigare sì."