Valeria Saracco | Nicola Batavia, chef delle Olimpiadi e Birichin, di nome e di fatto
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Nicola Batavia, chef delle Olimpiadi e Birichin, di nome e di fatto

Ci sono scelte nella vita che segnano un cambio di rotta che condizionano gli anni a venire. Per lo chef Nicola Batavia è stato così, un susseguirsi di scelte importanti e una carriera in continuo divenire.

Nel 2006 è nominato chef delle olimpiadi invernali a Torino. Nel 2008 e nel 2012 viene chiamato e richiamato in qualità di chef ufficiale Nike per le Olimpiadi di Pechino e Londra. Nel 2009 è in Cina e poi a Casablanca per una consulenza professionale. Nel 2011 apre ‘Casa Batavia’, il suo primo ristorante londinese a Nottingh Hill. A marzo 2014 apre, di fianco al noto Birichin, The Egg – Semplice come un uovo, bistrò gourmet dal menu interamente dedicato all’uovo. A luglio 2015 The Egg si sposta all’EXPO di Milano. Nicola decide di investire sulla propria carriera, sui viaggi, sull’assorbire ciò che il mondo ha da offrirgli, diventa così un vero imprenditore di se stesso.

In questo quadro senza grandi cornici abbiamo deciso di intervistarlo per Diners for Food e di assaggiare qualche piatto che lo rappresenti. Qualche domanda che possa riuscire a regalare contorni in più ad uno chef così eclettico come Nicola Batavia, Birichin di nome e di fatto.

1_Nicola Batavia hai fatto il giro del mondo e il giro degli eventi più importanti dell’ultimo decennio. Rinnovarsi non è sempre immediato. Come ci riesci e come definiresti la tua cucina? 

– Battuta di Fassona, la giardiniera il tutto adagiato su una foglia di platano-

La mia è una cucina mediterranea con sogni asiatici. Mangerai piatti con ingredienti che arrivano dai miei viaggi.  Al mio ritorno porto sempre qualcosa del paese visitato, ma non mi allontano dalla cucina mediterranea. Dall’Ucraina ad esempio non manca mai nella mia valigia l’olio di zucca, o l’olio di Argan dal Marocco. Alla base deve esserci però sempre la cucina italiana. Non è facile reinventarsi quando si è titolare e chef. Mi piace creare il menù all’ultimo minuto. Uso la mia pura immaginazione. Sono concreto, ma attingo alle mie esperienze e ai miei viaggi. Anche nel mio lato imprenditoriale è così. Nella mia cucina sono entrati, in tempi non sospetti, la carta del cioccolato o la carta delle birre artigianali. The Egg  è il frutto della mia maturità imprenditoriale con un menù di 12, 13 portate di alta cucina a prezzi contenuti.  Non avendo invidie e gelosie riesco ad assorbire dagli altri ciò che mi serve per ispirarmi.

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