Valeria Saracco | Massimiliano Brunetto uno chef a Torino
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Massimiliano Brunetto uno chef a Torino

Vi ho già raccontato storie di chef, si in Puglia. Stavolta voglio raccontarvi la storia di uno chef a Torino. Si chiama Massimiliano Brunetto e lavora all’Aglio di Via Curtatone a Torino, a le Vitel Etonnè. Massimiliano è bravo, è giovane e talentuoso. Nei suoi piatti si sente la qualità delle materie prime che lui sceglie personalmente nella nostra amata Porta Palazzo tutte le mattine, dopo aver salutato la sua compagna e il piccolo Filippo dagli occhi azzurri.  Ma si sa gli chef se non escono dalle grandi trasmissioni come Master Chef, chi li conosce. Stanno in cucina, lavorano come pazzi tra fumi, ordini, tagliano verdure, danno fuoco a pentole come acrobati pirotecnici e creano,  inventano menù giorno dopo giorno. Sono i veri protagonisti delle nostre esperienze culinarie, ma in genere si parla del ristorante, dell’idea, dell’imprenditore che riesce nell’impresa, ma poco di questi giovani chef nascosti nei loro laboratori del gusto. L’Aglio si trova ai piedi della collina e in questi giorni puoi arrivarci con gli sci nella nostra Torino siberiana. Una lucina piccola, quasi invisibile, scendi qualche gradino e ti trovi in una grande sala dalle luci soffuse, mobili anni 60 rimessi a nuovo e sedie tutte dipinte con grandi fiori. Massimiliano uscirà dal laboratorio culinario se dite che vi manda duecuorieunaforchetta e potrete ordinare assaggi di antipasti per tutte le sensazioni. Una battuta di carne cruda con marmellata di cipolle, uno sformato di sedanorapa, insalata di puntarelle con gamberi, una lasagnetta di farro con carciofi e calamari spillo, piccolissimi e per finire una panella del sud con lardo del nord.

Poi puoi spaziare con fantasia tra primi eccezionali (lasagnette di castagne con broccolo romano, carciofi, gamberi e pomodori secchi) e secondi di vera qualità sia per come sono stati realizzati e sia per la scelta dei prodotti. Io ho optato per il guanciotto di vitello brasato ai marroni, ma ho anche assaggiato il famoso baccalà Pil pil su polenta al nero di seppia, di cui vi ho parlato nel libro di Montalbàn, e se si trova una ‘ricetta immorale’  il primo appuntamento è riuscito. Il cibo è buono, lo chef vi presenta i piatti, l’ambiente è accogliente, i dolci sono superiori, non sbaglia il nostro amico chef, ci fa finire la cena in salita….e ricordate vi manda duecuorieunaforchetta e Max uscirà a conoscervi e il vostro lui o lei rimarrà a bocca aperta, ma non baciatevi subito….è solo il primo appuntamento.

Ristorante L’Aglio,  Via Curtatone 18/a Torino Tel 011/6604563

http://www.ristorantelaglio.it/

4 Comments
  • Morena
    Posted at 12:05h, 06 Feb

    Uno dei miei preferiti, consigliatissimo!!!

  • ccasagranderola
    Posted at 13:24h, 06 Feb

    confermo: si mangia bene, la qualità delle materie prime è eccellente, originale la loro composizione. Una lode anche al carrello dei dolci, del tutto all’altezza del buon livello delle altre portare. Il crumble di mele al calvados è un’esperienza…

  • Gianluca Morino
    Posted at 14:29h, 06 Feb

    Bellissimo questo post….ed al secondo appuntamento?-:)

  • Davide
    Posted at 23:49h, 06 Feb

    Qui ci vado… Io amo il baccalà da buon veneto 🙂 grazie Super Vale!!!

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