Valeria Saracco | duecuorieunaforchetta
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Oggi ho voglia di raccontarvi di Fanceat. Innanzitutto vi spiego cos’è. Fanceat è una startup torinese doc, creata da ragazzi che hanno avuto l’idea di spedire direttamente a casa un intero menu da fare come se si fosse al ristorante, in poco tempo.

Novara è fatta di prodotti tradizionali, ed eccellenze gastronomiche ancora a dimensione familiare. Questo è il caso dell’azienda della famiglia CantaTroviamo Eusebio 90 anni riso nel suo laboratorio a pochi chilometri dalla città da sempre, la pulitura, sbramata, e sbiancata con le sue macchine che ha comprato con tanta fatica e sudore e investimenti.

Dista un’oretta da Torino, una di quelle città in cui non vai perché troppo vicina, un po’ perché loro, i novaresi, non si sentono molto piemontesi, ma più vicini alla Lombardia e non li puoi sentire vicini alla famiglia di origine. E allora un po’ di snobismo reciproco è contemplato tra le due città.
Dal 24 al 27 Febbraio 2016 si è tenuto a Torino, il primo Festival del Giornalismo Alimentare. Una tre giorni interamente dedicata alla comunicazione relativa al Food e che ha avuto come sede il complesso della Cavallerizza, sede della nuova Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino. L’evento ha avuto come sponsor Lavazza, Camst, Coop, Escp Europe e Smat e il supporto formativo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e l’intervento di Slow Food.

Quante volte per andare in un buon ristorante decidiamo di andare fuori città? Ci capita spesso di associare un nuovo ristorante dove mangiare ad una gita fuori porta. Questa volta non mi hanno solo chiesto di mangiare, ma anche di provare il nuovo Suv Della Ford, la Ford EcoSport.  La sensazione è piacevole di ricevere le chiavi in mano,  un'auto tirata a lucido blu elettrico, navigatore impostato e via verso un piccolo, ma nuovo viaggio.  

Anche l'esperienza di Expo è finita. Sei lunghi mesi, ma per molti, come per la sottoscritta, il percorso per arrivare ad oggi è stato molto più lungo. Difficile per tutti fare i bilanci a fresco, si può solo parlare di numeri: quanti articoli ho scritto? 22.
I birrifici artigianali utilizzano soprattutto ingredienti naturali come l’orzo e il luppolo, provenienti dal territorio a cui appartengono. In particolare la birra viene prodotta con il malto d’orzo, ma vengono usati anche il grano, l'avena, il farro, il sorgo. Fra le altre fonti amidacee troviamo anche il riso, il mais e la quinoa. Questi ultimi però devono essere pretrattate per essere utilizzabili, per rendere accessibili gli amidi contenuti all’interno.
Tutto nasce dal Food Policy Pact al quale oltre 40 città del mondo hanno lavorato per rendere il sistema alimentare delle loro aree urbane più equo e sostenibile. L’intenzione è quella di costituire una rete di scambio di idee, buone pratiche sul cibo da tradurre in azioni concrete.

Chi è la nuova ondata di emigrazione italiana? Si parte ancora con le valigie piene di sogni, per una meta non precisa? Direi che per esperienza di molti non è così. Chi parte senza un lavoro spesso non ce la fa e torna indietro. L’emigrazione è cambiata rispetto a quella degli anni ‘70 e anche rispetto a quelle degli anni del dopo guerra. Ora forse è più difficile emigrare per tantissime ragioni. Senza professionalità, ambizione tenacia e tantissime qualifiche è difficile oltrepassare il confine. Ci vogliono soldi, istruzione, capacità linguistiche e forse ancora non basta, i contatti giusti e un po’ di fortuna. Se no rimani.

Certe cose succedono solo a Torino, perchè solo a Torino si possono fare follie degne di grandi professionisti che mettono insieme competenze e arte, cuore, perfezione e magia. 

Play with Food – La scena del cibo, giunto quest'anno alla sesta edizione, è il primo festival di arti visive e performative interamente dedicato al cibo, ideato e curato da Davide Barbato e Chiara Cardea.